Airbnb ed hidden cam: caccia alle spie!

Ebbene, cari property manager, non siamo in una spy story e nemmeno in un thriller di Hitchcock, ma nel mondo reale del 2019.

Questa notizia dai contorni noir, infatti, non è frutto della mente di uno sceneggiatore o di un romanziere, ma riporta fedelmente situazioni realmente accadute.

Ma andiamo a vedere di cosa si tratta nello specifico.

La questione prende corpo in seguito ad un sondaggio effettuato da una società americana, IPX 131, da cui è emerso che l’11% degli intervistati ha dichiarato di aver scovato telecamere nascoste negli appartamenti affittati su varie piattaforme. Queste telecamere – stando al sondaggio in questione – avrebbero trasmesso immagine registrate o addirittura in diretta ai proprietari degli immobili, che si sono sono difesi affermando di volersi tutelare da atti vandalici o furti.

La stragrande maggioranza degli affittuari si è detta preoccupata, ça va sans dire, dal fenomeno, obbligando Airbnb a fare chiarezza in merito.

E chiarezza è stata fatta.

La piattaforma, infatti, ha comunicato, che i proprietari hanno l’obbligo di specificare nell’annuncio la presenza di “tutte le telecamere di sicurezza e degli altri dispositivi di registrazione presenti nei loro alloggi”, aggiungendo che ognuno di questi in “determinati spazi privati come camere da letto e bagni” è sempre assolutamente vietato.

Qualora tali dispositivi non venissero segnalati nell’avviso ma rilevati dagli ospiti, Airbnb permette loro di cancellare la prenotazione e ricevere un rimborso.

Ma cosa prevede nello specifico la legge italiana?

Il nostro Paese, in tal senso, è sempre stato all’avanguardia, tutelando a livello legislativo la privacy di ogni soggetto. E casi come questo non fanno certo eccezione ma, al contrario, sono giudicati come una gravissima violazione che prevede sanzioni penali.

Unica, leggera, anomalia è quella relativa ai sistemi di videosorveglianza, che devono tuttavia essere preventivamente segnalati.

Airbnb con il suo regolamento, in ogni caso, funge da intermediario tra proprietario ed ospite, senza sostituirsi alla legislazione nazionale.

Fermo restando che nelle locazioni affittate non ci dovrebbero essere telecamere, è sempre meglio proteggersi e controllare eventuali oggetti sospetti: dalle sveglie ai sensori di movimento, passando per gli orologi da parete.

Come?

Basta puntare la torcia del vostro smartphone contro l’oggetto in questione: le telecamere hanno delle lenti, per quanto piccole, che rifletterebbero la luce, venendo scoperte!

Per i più scrupolosi, sono state create delle applicazioni specifiche capaci di identificare le frequenze dei sistemi di videosorveglianza, ad esempio “Camera Detector”, “Hidden Spy” e “Radarbot”.

… Chissà se a George Orwell, dall’al di là, sarà scappato un sorriso amaro… della serie: “Ve l’avevo detto più di settant’anni fa!

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