Crowdfunding immobiliare: la nuova frontiera dell’investimento

Negli ultimi due anni stiamo assistendo ad un vero e proprio boom degli investimenti in un nuovo ramo del settore immobiliare, quello relativo al crowdfunding.

La raccolta di capitali online rappresenta sempre più una forma d’investimento alternativa ed affidabile, sia per i privati che per gli sviluppatori, promettendo di restituire rendimenti davvero notevoli.

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio crowdinvesting del Politecnico di Milano, nell’ultimo anno – luglio 2018/giugno 2019 – si è verificato un incremento in questo senso da far strabuzzare gli occhi: le 6 piattaforme attive (più altre in partenza) hanno fatto registrare una raccolta pari a 15,6 milioni, suddivisi in 8,8 mln nel segmento “equity” e 6,8 in quello “lending” e secondo lo studio in questione nei prossimi mesi ci sarà un ulteriore crescita, stimata attorno ai 30 mln da qui a giugno 2020.

Soltanto un anno fa, gli operatori attivi erano 2 e gli investimenti si attestavano ad 8 mln circa…

I Paesi leader del settore in Europa sono Uk e Germania, con 390 mln ciascuno raccolti a fine 2018. Al terzo posto troviamo la Svizzera con 241 mln, seguita dalla Francia a 197 mln.

Per quanto riguarda le nuove piattaforme, va segnalata Recrowd, un nuovo operatore “lending” che divide la propria offerta all’utenza in 4 aree, che si differenziano tra loro per quanto riguarda il rischio, l’investimento, la durata ed il Roi (Return of investment) atteso.

Altro operatore “lending” ai nastri di partenza è RE-Lender, che si distingue dalle altre piattaforme poiché non si occupa del settore residenziale.

Nel campo “equity”, invece, è pronto a partire il progetto di Built Around, operatore che dovrebbe incentrare la propria raccolta nelle asset class hotel, industriale, uffici e direzionale.

Infine, per quanto riguarda le piattaforme già attive nel settore, vanno segnalate Walliance  – leader del segmento “equity” immobiliare, con 11 mln raccolti in 19 mesi di attività che hanno generato un giro d’affari di 90 mln – ed Housers – progenitrice nel reparto “lending”, che ha raccolto nel corso della sua esistenza 14 mln ed ha contribuito a finanziare 23 progetti.

Alla luce di questi numeri possiamo affermare senza timore di smentita che gli investimenti nel settore immobiliare, in Italia ed in Europa, abbiano trovato altre vie… e quello che fino ad un paio d’anni fa sembrava un piccolo sentiero sta velocemente diventano un’autostrada.

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