Le capitali europee dichiarano guerra ad Airbnb

Gentili amici Property Managers, bentornati sulla nostra pagina!

Oggi proseguiremo con il nostro reportage – che alla stregua di un romanzo d’appendice sta diventando a puntate – sulle città che hanno dichiarato guerra ad Airbnb.

Già la scorsa settimana, infatti, vi avevamo parlato della situazione di Lucerna, in Svizzera, dove un comitato di cittadini si è unito fondando l’associazione “Stopp Airbnb” ma, a quanto pare, nell’arco di pochi giorni la situazione si è estesa ad alcune delle mete turistiche più importanti al mondo.

È, infatti, di pochi giorni fa la notizia della lettera scritta dalle autorità di 10 città – Barcellona, Berlino, Parigi, Vienna, Amsterdam, Bruxelles, Monaco di Baviera, Valencia, Bordeaux e Cracovia – alla Commissione Europea, per richiedere di poter regolare e limitare gli affitti temporanei di appartamenti e locazioni private ai turisti.

Quella che sembrava una piccola sommossa si sta trasformando in un vero e proprio conflitto. Il casus belli è sempre lo stesso: le dieci città sostengono che gli affitti brevi ai turisti sortiscano l’effetto di togliere abitazioni dal mercato dei residenti, alzando esponenzialmente il prezzo delle suddette locazioni e causando una “turistizzazione” eccessiva che stravolge l’identità delle città in questione.

La richiesta avanzata all’Ue è quella di iniziare a considerare Airbnb e simili non come internet companies che sfruttano a proprio vantaggio le libertà del mercato unico, ma come vere e proprie società immobiliari, e come tali, da regolare localmente.

Da par nostro, la cosa che ci fa riflettere con un velo di amarezza, è che le città in questione siano giunte ad una conclusione del genere senza considerare alcuni aspetti centrali, non riconducibili esclusivamente alle piattaforme per affitti brevi.

In primis, non si è tenuto conto di un fattore fondamentale: dal 1990 ad oggi è aumentato incredibilmente il numero di turisti che proviene da Paesi che fino ad allora erano sotto l’egida sovietica oppure da nazioni che si sono recentemente “aperte al mondo” per ragioni di mutate condizioni politiche o economiche. Giusto per fare due nomi, Cina ed India: i due Stati con la popolazione più numerosa della Terra. Per capirci, TUTTE le nazioni europee contano in totale 740 milioni di abitanti; soltanto Cina ed India ne contano 2 MILIARDI E 800 MILIONI.

A questo va aggiunto un altro fattore importantissimo, cioè quello legato alle compagnie aeree low cost: fino a qualche anno fa, prendere un velivolo era un lusso riservato a pochi eletti, quasi tutti occidentali, oggi è invece alla portata di (quasi) tutti.

È probabilmente proprio questo continuo contatto con milioni di turisti provenienti dalle più disparate parti del mondo e con le loro culture, che ha portato le città firmatarie delle missive all’Ue a sentirsi invase e, di conseguenza, a chiedere il permesso di alzare delle barriere autonomamente.

Questa insofferenza è, inoltre, esacerbata dalla mancanza di introiti corrispondenti: sono, infatti, la stragrande maggioranza quei turisti che, per risparmiare, visitano la città muniti di pranzo al sacco e la abbandonano al tramonto per pernottare o in camere affittate online a basso prezzo, oppure in località limitrofe e meno costose. In pratica, queste “invasioni” non fruttano come potrebbero alle attività commerciali di ogni tipo, in primo luogo hotel, bar e ristoranti.

Da property manager ci auguriamo che questa protesta finisca presto. Il turismo di massa è una realtà mondiale, figlia della globalizzazione, e di certo non saranno le barricate dei reazionari a fermarlo. Bisognerebbe, semmai, concentrarsi sul regolare il comportamento dei turisti, in particolar modo nelle città d’arte e nei paradisi naturali, al fine di salvaguardare le infinite bellezze che il nostro pianeta ospita e ci offre.

Ma costruire dei muri per dividere i popoli, come la storia ci insegna, non serve a niente. Se non a creare malcontento, rabbia e sofferenza in quelle persone che, prima o poi, li abbatteranno.

Property Manager Italia continuerà ad osservare da vicino la vicenda, sperando che si dissolva come una bolla di sapone.

A presto!

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