Affitti brevi: soglia di tre immobili per non essere considerati impresa

Una clamorosa voce si è diffusa negli scorsi giorni, confermata da un’intervista rilasciata a “La Stampa” dal ministro dei Beni culturali del Turismo, Dario Franceschini. Stando alle sue dichiarazioni, l’esecutivo è al lavoro per dirimere definitivamente la questione della concorrenza sleale sollevata dagli albergatori nei confronti degli affitti a breve termine, attraverso l’introduzione di una norma ben precisa: fissare a tre la soglia massima di appartamenti in affitto per non essere considerati “impresa”.

Dalle parole del ministro appare chiaro l’intento di frenare quel fenomeno che vede alcuni locatori affittare anche dieci o venti immobili a breve termine, godendo di regole semplificate e più convenienti (attualmente i ricavi di chi affitta sono tassati al 21% con cedolare secca) rispetto a quelle vigenti per gli albergatori, rappresentando per quest’ultimi una concorrenza sleale. Franceschini afferma che chi affitterà più di tre immobili sarà considerato alla stregua di vera e propria attività d’impresa, venendo sottoposto al trattamento fiscale corrispondente alle altre aziende del comparto.

Il tema di Airbnb va governato in modo intelligente – spiega il ministro –. Il fenomeno ha portato anche un tipo di turismo interessante, a cui l’Italia non può rinunciare, ma va regolato. Non è possibile che ci sia chi finge di avere Airbnb e invece sono attività d’impresa mascherate. Stiamo lavorando su una norma che vorremmo inserire nel collegato turismo in queste settimane. Presto porterò una norma in Consiglio dei ministri”.

Il “turismo interessante, a cui l’Italia non può rinunciare”, a cui Franceschini fa riferimento, è il cosiddetto turismo esperienziale, quella tipologia di vacanza che consente al turista di immergersi appieno nello spirito italiano, soggiornando in una casa del posto.

Un altro “tasto dolente” toccato dalle dichiarazioni del ministro è quello relativo alla tassa di soggiorno, che nelle intenzioni del governo non dovrebbe più essere legata alla categoria dell’hotel, ma diventare proporzionale al costo della stanza con un tetto massimo fissato a 5 euro.

Per scoprire cosa accadrà, non ci resta che attendere gli sviluppi… Ma di questo non dovete preoccuparvi, perché Property Managers Italia è qui per questo!

Continuate a seguirci, quindi: al resto penseremo noi.

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