Ecco il contratto-tipo per gli affitti brevi: l’inizio di una nuova era

Buongiorno amici property manager, c’è un interessante novità!

La Camera di Commercio di Milano ha elaborato un modello contrattuale volto a istituzionalizzare gli affitti a breve termine, garantendo la possibilità di apportare alcune modifiche in caso di necessità.

Ad esempio, sarà possibile adeguare tale modello contrattuale, nato per disciplinare gli affitti brevi in Lombardia, a tutte le regioni d’Italia tenendo conto delle regole specifiche vigenti in ognuna di esse.

Alla base di questa svolta c’è il successo che gli affitti a breve termine hanno riscosso in misura sempre crescente negli ultimi anni nell’ambito del settore turistico: sempre più viaggiatori, infatti, scelgono l’extra alberghiero, attirati dalla possibilità di poter avere a disposizione un intero appartamento invece che una singola stanza di hotel, talvolta a prezzi perfino più vantaggiosi. Questo fenomeno ha però portato con sé una situazione legale poco definita ed estremamente complessa, a causa dell’intreccio di competenze statali, regionali, amministrative e civilistiche deputate ad occuparsi dei vari aspetti giuridici. Inutile dire che a rimetterci sono stati i proprietari degli immobili adibiti a tale finalità.

Il modello del Contratto di locazione breve con finalità turistica” sviluppato dalla Camera di Commercio, è così strutturato:

  • nella parte iniziale identifica le parti contrattuali e l’immobile, modificando la terminologia di riferimento: il locatore diventa “host” ed il conduttore diventa “guest”, ed entrambi vengono riconosciuti attraverso i rispettivi dati anagrafici. Riguardo all’immobile, invece, oltre allindirizzo e ai dati catastali è richiesta lindicazione della certificazione della classe energetica;
  • le condizioni contrattuali sono espresse in 15 punti, tra i quali rivestono particolare importanza quelli relativi al check-in ed al check-out;
  • grande rilievo, reso necessario dalla normativa sulla pubblica sicurezza, è conferito all’obbligo delle parti di esibire reciprocamente i documenti d’identità. Il guest è, inoltre, tenuto a mostrare i documenti identificativi di tutti coloro che pernotteranno nell’alloggio al fine di permettere all’host la comunicazione dei dati alla Questura locale attraverso il “Portale alloggiati”;
  • infine, per tutelare l’host da eventuali danni apportati all’alloggio da parte degli ospiti, è prevista la possibilità di chiedere una cauzione da trattenere o restituire al momento del check-out, indicando per iscritto nell’accordo in quali casi si attua il diritto di ritenzione.

Per una maggiore chiarezza, vanno specificati altri tre punti:

  • in primis, che le parti sono persone fisiche che agiscono al di fuori di un’attività professionale;
  • in secondo luogo, che se l’affitto viene sottoscritto attraverso l’azione di intermediari, ad esempio di portali come Booking o Airbnb, il contratto deve essere integrato e coordinato con la disciplina prevista dalle piattaforme;
  • in ultima istanza, è consigliabile che l’host specifichi per iscritto le condizioni di utilizzo dell’immobile – ad esempio, divieti di fumo, di condurre con sé animali etc – e che il guest le sottoscriva, al fine di farle valere in sede legale nei confronti del trasgressore. Ciò non toglie che le parti possano preventivamente negoziare e modificare alcune di queste condizioni, purché tali accordi avvengano per iscritto.

In conclusione, il settore turistico extra alberghiero ha compiuto un passo in avanti decisivo verso il pieno riconoscimento legale del proprio status, ma non finisce qui… Property Managers Italia continuerà a lavorare nell’interesse dei propri associati, portando presso tutte le sedi istituzionali la loro voce, per difenderli e tutelarli. Come sempre.

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